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I mmorpg un fenomeno di massa in continuo aumento

I videogames, seppur nelle loro forme più semplici, esistono già dagli anni ’60. L’evoluzione tecnologica, la diffusione dei personal computer ma sopratutto la nascita di internet hanno portato il comparto videoludico su un altro piano evolutivo, che ad oggi conta migliaia di titoli che possono essere giocati da più giocatori contemporaneamente online. Oggi parleremo di un genere specifico, padre del gioco online, i mmorpg ( massive multiplayer online roleplay game) o giochi di ruolo di massa online.

Parlando con termini meno complessi, si tratta di videogiochi studiati appositamente per essere giocati in cooperativa con altri utenti che magari abitano dall’altra parte del mondo, in tempo reale grazie ad internet che ormai è presente in quasi tutte le nostre case in una forma o nell’altra.

Capostipite di questo genere è da molti considerato lo storico Ultima Online, una simulazione fantasy di un mondo creato, gestito e raccontato interamente dai player. Molti nostalgici, quando si parla di mmorpg infatti, usano quest’ ultimo come termine di paragone anche per giochi più recenti.

Negli anni il modo di giocare però è cambiano, in meglio o in peggio è soggettivo, complice anche la diffusione su larga scala del gioco online in generale che ha portato gli sviluppatori a tentare di inglobare più tipologie di player possibile nei propri titoli. Questo ha portato i mmorpg dal genere di nicchia che erano a diventare un vero e proprio fenomeno globale.

Fra i più amati della storia non si possono non citare Everquest e World of Warcraft, probabilmente i più giocati che resistono tutt’ora all’assalto della concorrenza anche di titoli tecnologicamente e graficamente più moderni.

Per molti videogiocatori i mmorpg sono diventati un rifugio in cui essere se stessi o quello che si vorrebbe essere ma che non sempre la vita reale ci consente di diventare. Alcuni li criticano, altri non possono farne a meno, ma sta di fatto che sono un fenomeno destinato ad evolvere ancora e ancora.

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Massaggio Shiatsu, per rinvigorire spirito e corpo

Sentiamo spesso parlare di massaggio shiatsu e di quanto siano marcati i suoi benefici. Ma è davvero così? O si tratta solo dell’ennesima moda new age? Prima di procedere con l’articolo è necessario premettere una cosa scontata ma a cui spesso non si pensa, come ogni cosa anche il massaggio shiatsu richiede studio, conoscenza e abilità per essere eseguito correttamente, quindi se volete valutarne di persona l’efficacia, dovete rivolgervi a veri professionisti.

Questa tecnica di massaggio risale all’antico Giappone e condivide alcuni punti fondamentali con l’agopuntura. La parola stessa shiatsu è l’associazione di due parole giapponesi che significano pressione (atsu) e shi (dita). Si tratti infatti di stimolare determinati punti del corpo umano detti meridiani, tramite la pressione effettuata con dita, mani, gomiti e piedi, per riattivarne il corretto flusso energetico detto ki.

Secondo la tradizione orientale questi nodi energetici sono 12 legati ai 5 elementi, fuoco, terra, acqua, legno e metallo, ed hanno tutti uno speculare per un totale di 24 punti di pressione che interessano diverse zone del corpo. Il massaggiatore esperto sa riconoscere quali di questi punti necessitano di una stimolazione e provvederà a sollecitarli.

Essendo ogni persona differente, con problemi sia fisici che di stress differenti, la tecnica di massaggio varierà a seconda del paziente, sarà infatti il massaggiatore a decidere sul momento, a seconda di quello che percepirà, su quali punti è necessario intervenire. Ma in linea di massima possiamo dire che la pressione dura in media dai 5 ai 7 secondo, mentre per il collo mai più di 3.

Ci sono studi che hanno dimostrato una certa efficacia dei massaggi shiatsu soprattutto nella cura di stress e stati d’ansia o depressione. Sono indicati anche per problemi legati alla testa, al collo, alla schiena e alle articolazioni legati ad attività lavorative o sportive molto intense.

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Attacco hacker a Rousseau: la piattaforma dei 5 stelle a rischio

attacco hacker rousseau

Il Movimento 5 Stelle non trova pace nemmeno online, è infatti di qualche ora fa la notizia di un attacco hacker a Rousseau, la piattaforma utilizzata dai pentastellati per la gestione dei propri iscritti e per effettuare le votazioni online dei candidati. La minaccia ricevuta dal pirata informatico r0gue_0, autore dell’attacco è quella di diffondere dati sensibili degli iscritti e dei membri del movimento, di cui sarebbe entrato in possesso.

La notizia del nuovo hacking è stata data da un tweet dell’ex dipendente della Casaleggio Associati Marco Canestrari e lo ha confermato un altro ex dipendente, il blogger e debunker (svela bufale on line) David Puente. La notizia è stata rilanciata per prima da Repubblica.

Inizialmente, alla Casaleggio Associati, hanno reagito pensando a un “troll”, una minaccia poco seria. “Solo qualche tabella”, avevano detto. Ma a guardare bene dentro i testi pubblicati, ci sono nomi, e mail, codifici fiscali e importi versati di singoli donatori. Tra questi, alcuni soci della stessa società milanese. Compare perfino un test fatto col profilo di Gianroberto Casaleggio poco tempo dopo la sua morte.

In più, in un altro testo, si leggono i profili, i dati e i numeri di telefono di attivisti del Movimento. Perfino quelli del senatore Vito Crimi e dell’europarlamentare David Borrelli. L’attacco hacker a Rousseau dunque sembra una seria minaccia sia per gli utenti iscritti al blog grillino ma anche per i membri del movimento, i cui dati personali potrebbero essere diffusi a breve.

A complicare la questione vi sono ulteriori dichiarazioni del pirata informatico che sostiene di essere in possesso anche di ogni votazione fino ad ora effettuata, suggerendo la possibilità di modificare i voti a suo piacimento. Questa denuncia è grave perché minerebbe la credibilità dei risultati elettorali online visto che se così fosse gli addetti della Casaleggio Associati avrebbero sempre avuto accesso alle preferenze espresse dagli utenti.

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Daniel Bryan il wrestler vegano.

daniel bryan

Oggi parleremo di una cosa un po’ insolita, ma tenevo ad affrontare questo argomento per far comprendere che anche se si è vegani è possibile sostenere un’ attività fisica intensa, con le giuste precauzioni. Volevo portare alla vostra attenzione l’ esperienza di un famoso wrestler americano che milita tutt’ora nella federazione più importante per questo sport, la WWE.

Per chi ancora non lo sapesse essere vegano significa non mangiare nessun prodotto che abbia un’ origine animale, questo comprende quindi anche uova, latticini e pesce che invece solitamente i vegetariani mangiano. Ora è necessario chiarire un punto molto controverso che i vegani estremisti probabilmente non condivideranno, ma ci sono studi medici che dimostrano quanto siano importanti anche le proteine animali per il nostro organismo, quindi se volete intraprendere questa filosofia nutrizionale, è meglio che siate consapevoli dei rischi che comporta.

Detto ciò veniamo all’argomento principe di questo articolo ovvero Daniel Bryan. Il famoso wrestler per problemi di salute si è visto costretto a diventare vegano, ma come chi segue questo sport saprà, gli atleti hanno bisogno di tantissime energie poichè oltre ai combattimenti durante gli show, devono anche viaggiare molto e sono continuamente sotto stress.

Daniel ha infatti rivelato in alcune interviste che deve mangiare molto più di quanto facesse normalmente per riuscire a fornire al proprio organismo tutte le calorie di cui necessita per sostenere i ritmi intensivi imposti dal suo lavoro. Quindi come vedete è possibile essere grandi atleti mantenendo una dieta vegana, ma è sempre meglio essere seguiti da medici esperti, che possano valutare lo stato del vostro fisico.

Ad onor di cronaca, è notizia recente che Daniel Bryan si è visto costretto ad interrompere la propria dieta vegana a causa di un’ allergia alla soia che gli si è sviluppata nel tempo a causa del forte stress a cui lo sottopongono i suoi numerosi viaggi. Se state quindi valutando di diventare vegani, tenete sempre bene a mente i rischi.

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Raffreddamento a liquido, perchè è efficace?

raffreddamento a liquido

La temperatura a cui lavora un componente hardware, sia esso la CPU o la GPU, è determinante per assicurare il corretto funzionamento e le prestazioni ottimale del suddetto componente. Molto spesso la temperatura è un parametro sottovalutato, soprattutto dai più inesperti in materia di computer, ma essa può creare seri danni alla componentistica se supera determinate soglie.

Per assicurare che i valori di calore rimangano a livelli standard e non diventino eccessivi si possono usare vari metodi. La pasta termica ad esempio viene applicata sul processore sopra il quale viene poi applicato anche un dissipatore di calore (solitamente a ventola) per abbassare le temperature. Ma esiste un metodo molto più efficace del tradizionale raffreddamento ad aria ed è appunto il raffreddamento a liquido.

Gli impianti di raffreddamento a liquido si basano appunto su una sostanza liquida (solitamente acqua distillata) che, grazie alla proprietà convettiva, assorbe il calore dal componente e lo trasporta al radiatore, per poi essere nuovamente raffreddato e far ripartire il ciclo. Questo tipo di impianto richiede un po’ più di lavoro in fase di assemblaggio ma garantisce ai componenti hardware una temperatura costante.

Esaminando nel dettaglio l’impianto possiamo trovare diversi elementi che lo compongono:

  • Riserva: ovvero il contenitore in cui è alloggiato il liquido
  • Fluido Refrigerante
  • Pompa: che sposta il liquido attraverso i tubi
  • Radiatore: che ha il compito di raffreddare il liquido di ritorno
  • Waterblock: è il dispositivo che si pone sopra il componente da raffreddare per consentire il passaggio del liquido.
  • Tubi
  • Raccordi: che servono a collegare i tubi personalizzandone i percorsi

Integrare l’impianto di raffreddamento a liquido con le tradizionali ventole del case, aiuterà il pc a lavorare a temperature normali anche durante periodi di carico intenso o durante le afose giornate estive.

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Processore da Gaming per la Scuola, ecco i7 4770k

processore gaming scuola

Se state pensando di aggiornare il vostro computer dedicato al gaming e alla scuola, dovete tenere conto di molti fattori, primo fra tutti è il “cuore” della vostra futura macchina videoludica, centro nevralgico per il calcolo veloce che determinerà poi la scelta di tutti i componenti successivi per assemblare il pc più adatto alle vostre esigenze. Oggi parleremo quindi del più economico processore da gaming attualmente in commercio i7 4770k.

Naturalmente esistono modelli più nuovi per quanto riguarda i processori, ma per chi cerca un ottimo rapporto prezzo/prestazioni, il 4770k rimane ancora una delle scelte più azzeccate. Questo piccolo gioiellino prodotto da Intel, che ormai domina il mercato dei processori da parecchi anni, è costruito con l’ architettura Haswell, che permette l’esecuzione di 8 operazioni per ciclo di clock, rendendo il computer molto più veloce.

Scegliere un processore col suffisso K, significa che avremo la possibilità di applicare quello che in gergo viene chiamato Overclock, ovvero aumentare la frequenza di lavoro del processore per ottenere capacità di calcolo maggiori. Naturalmente l’overclock richiederà un sistema di raffreddamento adeguato, poichè la produzione di calore sarà estremamente elevata.

L’ i7 4770k, arriva anche con una scheda grafica integrata in esso, la HD Graphics 4600, certo un gamer serio comprerà una scheda video esterna come si conviene, ma è comunque un’aggiunta non da poco. Il socket per questo gioiellino è LGA 1150, quindi dovrete scegliere una scheda madre che supporti suddetto socket.

Questo notevole processore ha dimostrato di cavarsela bene anche nel rendering video(che richiede elevate capacità di calcolo per ridurre i tempi dell’operazione), molti youtubers e streamers infatti,lo usano nella loro configurazione hardware e ne sono pienamente soddisfatti.

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Come è ordinata la surroga del mutuo

surroga del mutuo

Cari colleghi studenti, oggi faremo un po’ di lezione di diritto. In quanti di voi stanno esclamando NOOOOO, in questo momento eh? Però questo argomento in futuro potrebbe tornarvi utile visto che un giorno forse anche noi riusciremo a comprare una casa tutta nostra ed allora avremo a che fare con istituti di credito e mutui a go go. Oggi però ci concentreremo sulla Surroga del Mutuo.

Sicuramente buona parte di voi, bravi e diligenti studenti di diritto, saprà già cos’è un mutuo e come lo si costituisce. Quello che però non tutti sanno è che tramite la surroga è possibile trasferire suddetto mutuo da una banca all’altra per ottenere agevolazioni sulle rate più convenienti. Facciamo un esempio più pratico per spiegare nel dettaglio cos’è la surroga del mutuo.

Gianni decide di comprare una casa, stipula quindi un mutuo di 70000 euro con la Banca A. Dopo qualche anno viene a sapere che Banca B gli farebbe uno sconto cospicuo sugli interessi delle rate, così decide di eseguire la surroga del mutuo per trasferire quest’ultimo dalla Banca A alla Banca B e godere dei tassi agevolati. A questo punto Gianni non dovrà riaprire un nuovo mutuo ma semplicemente continuerà a pagare le rate come se fosse ancora con la Banca A ma le verserà invece a Banca B al suo tasso agevolato senza ulteriori spese.

Può sembrare complicato come argomento ma in verità è piuttosto semplice ed intuitivo ma sopratutto estremamente utile. Qualora voleste avere approfondimenti più dettagliati, nell’articolo vi riportiamo il link al sito internet di un famoso studio notarile, che esplica per filo e per segno la surroga del mutuo.

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8 aziende italiane nella Technology Fast 500

tecnology fast 500

Alla faccia della crisi sono ben 8 le aziende italiane che figurano nella famosa classifica dedicata allo sviluppo imprenditoriale tecnologico denominata Technology fast 500 Europe, middle East and Africa (Emea), che elenca le migliori 500 aziende delle 3 aree geografiche in esame, con il tasso di crescita più alto. Un dato di cui essere fieri come italiani ma anche speranzosi per il futuro del nostro Paese che finalmente piano piano sembra dare segni di ripresa.

Il programma del 2017 di Deloitte ha compiuto una ricerca attenta delle migliori aziende nei 18 paesi appartenenti all’ Emea ed i risultati sono stati molto interessanti. Al primo posto con ben 97 aziende nella top 500 troviamo la Francia, seguita a ruota dalla Gran Bretagna con 92, i Paesi Bassi con 50. Nella top 5 inoltre figurano 2 aziende Israeliane mentre l’ Italia è dodicesima grazie alle 8 aziende italiane che ce l’hanno fatto.

Appartengono al settore media le aziende con l’indice di crescita più alto (2.107%), mentre le aziende di software dominano la classifica con 334 presenze su 500. L’edizione 2017 si caratterizza per una crescita media pari al 1.377% in aumento rispetto all’edizione precedente (+967%). Prima in classifica è Deliveroo, azienda britannica leader nella distribuzione di pasti a domicilio.

I nomi delle 8 aziende italiane protagoniste della Technology Fast 500 sono rispettivamente: Caffeina, Afinna one, Filoblu, Young digitals, Amped software, Mailup, Begear e Bizup. Un grande applauso va agli imprenditori a capo di queste che hanno saputo abbracciare l’evoluzione del mercato tecnologico raggiungendo, meritatamente, i riconoscimenti ottenuti.

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Sedia a rotelle, ma quale?

sedia a rotelle

La sedia a rotelle per un disabile è un ausilio molto importante che diviene parte integrante della sua vita. Per questo motivo è necessario che suddetta sedia abbia tutte le caratteristiche di cui necessita chi l’andrà ad utilizzare. L’idea alla base di questo concetto è che sia la sedia stessa ad adattarsi alle esigenze del disabile e non il contrario, per questo motivo Sanort ha presentato le sue sedie per disabili ergonomiche.

Grazie a materiali di costruzione di qualità e ad attente ricerche di design e progettazione è stato possibile dare vita a sedie per disabili ergonomiche capaci di sopperire a gran parte dei bisogni che può avere chi la utilizza. Questo ci ha permesso di realizzare strumenti unici nel loro genere che possono essere un vero aiuto nella vita di chi è stato meno fortunato.

Sono molti i modelli disponibili di sedia a rotelle, tutti con determinate caratteristiche più o meno specifiche a seconda dei casi. Vi sono due macrocategorie essenziali in cui possiamo suddividere gli articoli che troverete sul famoso e-commerce: sedie a motore e sedie autospinte. Le sedie autospinte sono le classiche sedie a rotelle da ospedale per farla semplice, naturalmente ridisegnate per essere ergonomiche e confortevoli.

Le sedie a motore invece sono destinate a pazienti con esigenze più specifiche, afflitti magari da una paralisi parziale o totale del corpo. Sono pensate per offrire una comodità di seduta estrema viste le ore che il disabile dovrà passarci sopra ed hanno anche tantissime funzioni integrate, come ad esempio il servizio igienico, cinture di sicurezza, vassoio per il cibo e via discorrendo.

L’ampia scelta e la qualità del servizio offerti da Sanort lo hanno reso il grande e-commerce italiano che è ed un sinonimo di affidabilità e sicurezza. Scoprite tutte le offerte al link che vi abbiamo segnalato in merito alle sedie per disabili ergonomiche.

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il Corso di Fotografia di Napoli

corso fotografia napoli

Ci sono cose che non possono essere insegnate ed il talento per la fotografia è sicuramente una di queste. Approcciarsi a quest’ arte è alla portata di tutti, eccellere in essa però è privilegio di pochi. Naturalmente un corso di fotografia a Napoli eseguito da insegnanti esperti, unito al talento ed una buona preparazione tecnica può comunque portare ad ottimi risultati, ecco perché con un po’ di impegno è possibile diventare fotografi.

REA RomEur Academy è uno dei massimi referenti in termini di formazione professionale pensati per aiutare chi ha questa passione a diventare fotografo con un corso di fotografia a Napoli. Docenti d’ eccezione seguiranno tutto il tuo percorso didattico insegnandoti le tecniche che loro stessi impiegano sul lavoro, sui set, o sul campo, fornendoti tutte le nozioni necessarie per eccellere in ogni ambito della fotografia.

Studierai quattro grandi aree in cui la fotografia è al contempo fondamentale ma anche molto differente: Reportage, Moda, Pubblicità e Ritratto. In 500 ore ti verranno date nozioni importanti consolidate poi da un aspetto pratico molto marcato, grazie anche all’impiego di modelli e modelle per i tuoi scatti, sale di posa e di foto editing appositamente preparate.

Insomma avrai un vero e proprio assaggio di cosa significa diventare professionista con un corso di fotografia a Napoli, con l’opportunità di applicare concretamente le conoscenze ottenute al mondo del lavoro. Qualunque sia il campo in cui sceglierai di specializzarti, avrai già tutte le competenze più importanti e sarai pronto per trasformare un hobby in una vera professione. Consulta la pagina riportata al link nei paragrafi precedenti, troverai tutte le info che ti servono.