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I mmorpg un fenomeno di massa in continuo aumento

I videogames, seppur nelle loro forme più semplici, esistono già dagli anni ’60. L’evoluzione tecnologica, la diffusione dei personal computer ma sopratutto la nascita di internet hanno portato il comparto videoludico su un altro piano evolutivo, che ad oggi conta migliaia di titoli che possono essere giocati da più giocatori contemporaneamente online. Oggi parleremo di un genere specifico, padre del gioco online, i mmorpg ( massive multiplayer online roleplay game) o giochi di ruolo di massa online.

Parlando con termini meno complessi, si tratta di videogiochi studiati appositamente per essere giocati in cooperativa con altri utenti che magari abitano dall’altra parte del mondo, in tempo reale grazie ad internet che ormai è presente in quasi tutte le nostre case in una forma o nell’altra.

Capostipite di questo genere è da molti considerato lo storico Ultima Online, una simulazione fantasy di un mondo creato, gestito e raccontato interamente dai player. Molti nostalgici, quando si parla di mmorpg infatti, usano quest’ ultimo come termine di paragone anche per giochi più recenti.

Negli anni il modo di giocare però è cambiano, in meglio o in peggio è soggettivo, complice anche la diffusione su larga scala del gioco online in generale che ha portato gli sviluppatori a tentare di inglobare più tipologie di player possibile nei propri titoli. Questo ha portato i mmorpg dal genere di nicchia che erano a diventare un vero e proprio fenomeno globale.

Fra i più amati della storia non si possono non citare Everquest e World of Warcraft, probabilmente i più giocati che resistono tutt’ora all’assalto della concorrenza anche di titoli tecnologicamente e graficamente più moderni.

Per molti videogiocatori i mmorpg sono diventati un rifugio in cui essere se stessi o quello che si vorrebbe essere ma che non sempre la vita reale ci consente di diventare. Alcuni li criticano, altri non possono farne a meno, ma sta di fatto che sono un fenomeno destinato ad evolvere ancora e ancora.

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Agenzie per il lavoro, come funzionano?

agenzie lavoro

Trovare lavoro direttamente in aziende o fabbriche è ormai piuttosto difficile. Questo accade perchè spesso per risparmiare tempo e denaro le aziende tendono a rivolgersi alle agenzie per il lavoro, enti abilitati a livello statale, che raccolgono e smistano tutte le offerte e le domande di lavoro da parte di dipendenti ed imprenditori. Ma come funzionano nello specifico?

Le agenzie per il lavoro nascono da quelle che prima venivano chiamate agenzie interinali. Sono di esse un’ evoluzione perfezionata regolata in toto dal d.lgs 10 settembre 2003 n 276 emanato in attuazione della legge Biagi. Si tratta di fatto di imprese vere e proprie che hanno la funzione principale di collocare i cittadini presso varie strutture lavorative a seconda delle necessità ma non solo. Esse provvedono anche alla formazione, all’intermediazione e forniscono attività di supporto al lavoratore.

Per poter operare legalmente sul territorio italiano, le agenzie per il lavoro o di somministrazione, devono ottenere l’approvazione statale del ministero del lavoro e devono essere iscritte allo specifico albo. Non devono essere confuse col normale centro per l’impiego, il lavoratore infatti ha un contratto con l’agenzia non con l’azienda in cui andrà a prestare servizio.

Di fatto il lavoratore è un dipendente dell’agenzia per lavoro ed esso può essere riassegnato a differenti clienti a seconda delle proprie capacità e richieste del mercato. Non avrete quindi posizioni fisse, salvo rari casi, ma il principio alla base di questo tipo di rapporto lavorativo è proprio la versatilità del dipendente. Il rapporto lavorativo massimo di un lavoratore prezzo un’ azienda di terzi è di massimo 12 mesi per legge.