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L’italicum, cos’è?

Qualche mese fa, precisamente a maggio, è stato approvato in Parlamento il cosiddetto Italicum. Lo si sente spesso nominare tutt’ora al telegiornale e ci sono ancora fazioni politiche che ne contestano alcuni principi, ma che cosa è in realtà? Perchè per i diversi schieramenti politici era così urgente intervenire con questa nuova legge? Scopriamolo insieme.

Innanzi tutto di che si tratta? L’italicum non è altro che la nuova legge elettorale che regolerà le elezioni politiche riguardanti però esclusivamente la Camera e che va a sostituire l’attuale legge Calderoli, denominata Porcellum. Questa nuova raccolta di norme nasce dal cosiddetto Patto del Nazareno, ovvero un accordo fra Renzi e Berlusconi siglato il 18 gennaio 2014.

Il testo di suddetto accordo ha subito diverse revisioni e modifiche nel corso dei mesi per venire in contro alle richieste di Forza Italia, Nuovo Centro Destra e ad una minoranza del PD. E dopo un passaggio alla Camera e due al Senato è finalmente divenuto legge.

Ma in cosa consistono in soldoni le modifiche apportate? Bisogna premettere che l’italicum entrerà in vigore dal 1 luglio 2016, fino ad allora in caso di elezioni si ricorrerà ancora al Porcellum. L’Italicum è un sistema elettorale proporzionale – il numero di seggi verrà assegnato in proporzione al numero di voti ricevuti – e il calcolo sarà fatto su base nazionale, ma modificato fortemente da un premio di maggioranza.

Il premio di maggioranza verrà assegnato alla lista che supera il 40% di voti, nel caso questo non si verificasse si passerebbe al ballottaggio fra le due liste che hanno ottenuto il maggior numero di voti, e quella che prende la maggior parte dei voti durante il ballottaggio otterrà il premio di maggioranza. Verranno costituiti 100 collegi che comprenderanno un massimo di 600mila persone, ogni lista politica potrà presentare nei suddetti collegi una lista dei propri candidati che potranno poi essere votati dai cittadini tramite simbolo del partito esprimendo una o due preferenze.

Un capo lista può essere inserito nelle liste di diversi collegi fino ad un massimo di 10, ed hanno la precedenza nell’elezione, quindi alla fine si avranno un totale di 100 capilista. Nel caso avanzassero posti liberi allora si terrebbero in considerazione i candidati nominati nelle preferenze dei cittadini.

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Attacco hacker a Rousseau: la piattaforma dei 5 stelle a rischio

attacco hacker rousseau

Il Movimento 5 Stelle non trova pace nemmeno online, è infatti di qualche ora fa la notizia di un attacco hacker a Rousseau, la piattaforma utilizzata dai pentastellati per la gestione dei propri iscritti e per effettuare le votazioni online dei candidati. La minaccia ricevuta dal pirata informatico r0gue_0, autore dell’attacco è quella di diffondere dati sensibili degli iscritti e dei membri del movimento, di cui sarebbe entrato in possesso.

La notizia del nuovo hacking è stata data da un tweet dell’ex dipendente della Casaleggio Associati Marco Canestrari e lo ha confermato un altro ex dipendente, il blogger e debunker (svela bufale on line) David Puente. La notizia è stata rilanciata per prima da Repubblica.

Inizialmente, alla Casaleggio Associati, hanno reagito pensando a un “troll”, una minaccia poco seria. “Solo qualche tabella”, avevano detto. Ma a guardare bene dentro i testi pubblicati, ci sono nomi, e mail, codifici fiscali e importi versati di singoli donatori. Tra questi, alcuni soci della stessa società milanese. Compare perfino un test fatto col profilo di Gianroberto Casaleggio poco tempo dopo la sua morte.

In più, in un altro testo, si leggono i profili, i dati e i numeri di telefono di attivisti del Movimento. Perfino quelli del senatore Vito Crimi e dell’europarlamentare David Borrelli. L’attacco hacker a Rousseau dunque sembra una seria minaccia sia per gli utenti iscritti al blog grillino ma anche per i membri del movimento, i cui dati personali potrebbero essere diffusi a breve.

A complicare la questione vi sono ulteriori dichiarazioni del pirata informatico che sostiene di essere in possesso anche di ogni votazione fino ad ora effettuata, suggerendo la possibilità di modificare i voti a suo piacimento. Questa denuncia è grave perché minerebbe la credibilità dei risultati elettorali online visto che se così fosse gli addetti della Casaleggio Associati avrebbero sempre avuto accesso alle preferenze espresse dagli utenti.