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Massaggio Shiatsu, per rinvigorire spirito e corpo

Sentiamo spesso parlare di massaggio shiatsu e di quanto siano marcati i suoi benefici. Ma è davvero così? O si tratta solo dell’ennesima moda new age? Prima di procedere con l’articolo è necessario premettere una cosa scontata ma a cui spesso non si pensa, come ogni cosa anche il massaggio shiatsu richiede studio, conoscenza e abilità per essere eseguito correttamente, quindi se volete valutarne di persona l’efficacia, dovete rivolgervi a veri professionisti.

Questa tecnica di massaggio risale all’antico Giappone e condivide alcuni punti fondamentali con l’agopuntura. La parola stessa shiatsu è l’associazione di due parole giapponesi che significano pressione (atsu) e shi (dita). Si tratti infatti di stimolare determinati punti del corpo umano detti meridiani, tramite la pressione effettuata con dita, mani, gomiti e piedi, per riattivarne il corretto flusso energetico detto ki.

Secondo la tradizione orientale questi nodi energetici sono 12 legati ai 5 elementi, fuoco, terra, acqua, legno e metallo, ed hanno tutti uno speculare per un totale di 24 punti di pressione che interessano diverse zone del corpo. Il massaggiatore esperto sa riconoscere quali di questi punti necessitano di una stimolazione e provvederà a sollecitarli.

Essendo ogni persona differente, con problemi sia fisici che di stress differenti, la tecnica di massaggio varierà a seconda del paziente, sarà infatti il massaggiatore a decidere sul momento, a seconda di quello che percepirà, su quali punti è necessario intervenire. Ma in linea di massima possiamo dire che la pressione dura in media dai 5 ai 7 secondo, mentre per il collo mai più di 3.

Ci sono studi che hanno dimostrato una certa efficacia dei massaggi shiatsu soprattutto nella cura di stress e stati d’ansia o depressione. Sono indicati anche per problemi legati alla testa, al collo, alla schiena e alle articolazioni legati ad attività lavorative o sportive molto intense.

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Daniel Bryan il wrestler vegano.

daniel bryan

Oggi parleremo di una cosa un po’ insolita, ma tenevo ad affrontare questo argomento per far comprendere che anche se si è vegani è possibile sostenere un’ attività fisica intensa, con le giuste precauzioni. Volevo portare alla vostra attenzione l’ esperienza di un famoso wrestler americano che milita tutt’ora nella federazione più importante per questo sport, la WWE.

Per chi ancora non lo sapesse essere vegano significa non mangiare nessun prodotto che abbia un’ origine animale, questo comprende quindi anche uova, latticini e pesce che invece solitamente i vegetariani mangiano. Ora è necessario chiarire un punto molto controverso che i vegani estremisti probabilmente non condivideranno, ma ci sono studi medici che dimostrano quanto siano importanti anche le proteine animali per il nostro organismo, quindi se volete intraprendere questa filosofia nutrizionale, è meglio che siate consapevoli dei rischi che comporta.

Detto ciò veniamo all’argomento principe di questo articolo ovvero Daniel Bryan. Il famoso wrestler per problemi di salute si è visto costretto a diventare vegano, ma come chi segue questo sport saprà, gli atleti hanno bisogno di tantissime energie poichè oltre ai combattimenti durante gli show, devono anche viaggiare molto e sono continuamente sotto stress.

Daniel ha infatti rivelato in alcune interviste che deve mangiare molto più di quanto facesse normalmente per riuscire a fornire al proprio organismo tutte le calorie di cui necessita per sostenere i ritmi intensivi imposti dal suo lavoro. Quindi come vedete è possibile essere grandi atleti mantenendo una dieta vegana, ma è sempre meglio essere seguiti da medici esperti, che possano valutare lo stato del vostro fisico.

Ad onor di cronaca, è notizia recente che Daniel Bryan si è visto costretto ad interrompere la propria dieta vegana a causa di un’ allergia alla soia che gli si è sviluppata nel tempo a causa del forte stress a cui lo sottopongono i suoi numerosi viaggi. Se state quindi valutando di diventare vegani, tenete sempre bene a mente i rischi.

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Sedia a rotelle, ma quale?

sedia a rotelle

La sedia a rotelle per un disabile è un ausilio molto importante che diviene parte integrante della sua vita. Per questo motivo è necessario che suddetta sedia abbia tutte le caratteristiche di cui necessita chi l’andrà ad utilizzare. L’idea alla base di questo concetto è che sia la sedia stessa ad adattarsi alle esigenze del disabile e non il contrario, per questo motivo Sanort ha presentato le sue sedie per disabili ergonomiche.

Grazie a materiali di costruzione di qualità e ad attente ricerche di design e progettazione è stato possibile dare vita a sedie per disabili ergonomiche capaci di sopperire a gran parte dei bisogni che può avere chi la utilizza. Questo ci ha permesso di realizzare strumenti unici nel loro genere che possono essere un vero aiuto nella vita di chi è stato meno fortunato.

Sono molti i modelli disponibili di sedia a rotelle, tutti con determinate caratteristiche più o meno specifiche a seconda dei casi. Vi sono due macrocategorie essenziali in cui possiamo suddividere gli articoli che troverete sul famoso e-commerce: sedie a motore e sedie autospinte. Le sedie autospinte sono le classiche sedie a rotelle da ospedale per farla semplice, naturalmente ridisegnate per essere ergonomiche e confortevoli.

Le sedie a motore invece sono destinate a pazienti con esigenze più specifiche, afflitti magari da una paralisi parziale o totale del corpo. Sono pensate per offrire una comodità di seduta estrema viste le ore che il disabile dovrà passarci sopra ed hanno anche tantissime funzioni integrate, come ad esempio il servizio igienico, cinture di sicurezza, vassoio per il cibo e via discorrendo.

L’ampia scelta e la qualità del servizio offerti da Sanort lo hanno reso il grande e-commerce italiano che è ed un sinonimo di affidabilità e sicurezza. Scoprite tutte le offerte al link che vi abbiamo segnalato in merito alle sedie per disabili ergonomiche.

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Chiellini “rimprovera” Bonucci al Camp Nou

chiellini bonucci

Ieri sera la Juventus ha portato a casa la qualificazione alle semifinali di Champions League arginando l’ondata blu granata del Barcellona su uno 0 a 0 che, grazie ai 3 gol segnati a Torino ha permesso ai bianconeri di avanzare nel torneo.

Grande impresa dunque per l’ultima italiana rimasta in gara nel torneo più prestigioso d’Europa ma il siparietto avvenuto nei minuti finali fra Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci ha rischiato di rubare la scena alla vittoria juventina.

Ma veniamo ai fatti: manca poco allo scoccare del 90’ minuto, la Juve è ormai sicura della vittoria così Bonucci si avvicina a Leo Messi chiedendogli se a fine match voleva scambiare la maglietta. L’argentino non lo sente così Bonucci prova nuovamente ad attirare la sua attenzione, ma chi si accosta a lui è il compagno di squadra Chiellini che, capita la situazione, con un pugnetto di “rimprovero” sul braccio intima al compagno di rimanere concentrato sulla partita.

Questo simpatico episodio sottolinea quanto questo match fosse sentito da entrambe le compagini, tanto da richiedere un focus costante anche con la qualificazione ormai matematicamente in tasca. La prestazione dei bianco neri è stata impeccabile ma il Barça dal canto suo non ne ha azzeccata una non riuscendo mai ad entrare veramente in partita.

Alla fine del match l’insistenza di Bonucci comunque è stata premiata ed oltre al risultato importante, è riuscito anche a tornare a casa con la maglia della Pulce. Il fuoriclasse bianco nero non può dunque lamentarsi della serata, soprattutto perché è risultato essere uno dei migliori in campo insieme al suo “rimproveratore” Chiellini.